Arcoquattro_Architettura: Trame da tracciare - ISPLORA

Trailer Trame da tracciare



Che sia progettuale o rappresentativo, monocromatico o arricchito di cromie ad acquerello, il disegno di un architetto non è mai solamente un disegno. Ogni tratto contiene un pensiero, ogni segno uno scopo compositivo, di riflessione, di ricerca e di approfondimento dello spazio architettonico e urbano. 

“Un disegno è un’idea” affermava Gio Ponti e per il lavoro dello studio milanese Arcoquattro_Architettura è anche il primo strumento che riesce a raccontare quel legame così complesso tra il pensiero e la mano. 
Il disegno, appunto, viene utilizzato come mezzo di trasformazione e appropriazione, non solo come vezzo artistico. La multidisciplinarità dei professionisti che compongono lo studio, favorisce questo approccio concreto alla progettazione. Potremmo definire Arcoquattro_Architettura come un laboratorio in cui esiste un grande coordinamento tra progetto e realizzazione. 

Le voci di Massimo Boffino e Franck Nolesini – i fondatori, insieme all’architetto Max Casalini – ci accompagnano alla scoperta della rappresentazione architettonica nelle sue differenti fasi e nei suoi usi più disparati. È proprio il tratto che fa da file rouge. Il tratto che si fa tracciato, dal cuore denso della città di Milano alle morfologie più rade della provincia e della campagna, facendo luce su progetti dai caratteri formali differenti.

La prima traccia è quella dell’abitare urbano che fonda le proprie radici nel progetto Breme 26, un nuovo edificio residenziale che sorge nel quartiere Portello, contrapposto all’edificio per uffici in via Marco d’Aviano che raccoglie i propri tratti distintivi dall’opera dell’artista americano Brice Marden.

La narrazione, poi, ci porta alla scoperta di Trescore Balneario – principale centro della bassa Val Cavallina e situato vicino a Bergamo – il diradarsi del tessuto della provincia ha permesso allo studio di confrontarsi con la costruzione di un nuovo brano di città. Un edificio per uffici demolito e ricostruito caratterizzato da volumi netti e materiali fortemente riconoscibili, un tratto che definisce un nuovo (di)segno. 

Sempre Trescore Balneario diventa l’occasione per mettere alla prova un altro tratto, quello che guarda alla storia: come memoria, come conservazione e come innovazione. L’edificio della Ex-Filandina ha permesso ad Arcoquattro_Architettura di sperimentare il restauro conservativo dell’immobile mantenendone i caratteri storici, per poi aprirsi a un nuovo disegno di dettaglio degli interni, pensati in scala 1:1. 

Le trame dell’abitare urbano ci accompagnano fino alle trame dell’abitare umano e ci permettono di non dimenticarci di come il segno, il disegno, il tratto e quindi il progetto siano sempre finalizzati allo scopo di pensare a spazi che siano di e per la collettività.

Il rapporto tra architetto, tratto e progetto racconta la storia di ogni autore, lì dove il mezzo non esprime più solo lo spazio ma anche la personalità e la qualità di un progettista e delle sue architetture.
Infatti, possiamo considerare il disegno come strumento di accompagnamento di una ricerca lunga una vita e non solo come legame con i progetti. Disegni liberi, espressione di pensieri, di memoria, di fantasie architettoniche che mettono in relazione le cose. 

Obiettivi formativi

  • La lezione approfondisce il tema del disegno come espressione del pensiero dell’architetto e come strumento di accompagnamento della ricerca architettonica, oltre a mostrare come ogni tratto contiene uno scopo compositivo, di riflessione e di approfondimento dello spazio architettonico e urbano. 
  • Lo studio milanese Arcoquattro_Architettura racconta e approfondisce il progetto dell’Ex-Filandina, con un focus sul recupero delle murature esterne e la valorizzazione delle aperture. Questo restauro conservativo è stato il punto di partenza per una riqualificazione finalizzata al riuso abitativo dell’edificio.
  • La narrazione affronta il tema della demolizione e ricostruzione di un edificio che si posiziona in un’area interposta tra il margine di un quartiere caratterizzato da edifici produttivi-commerciali, a ovest e un ampio tessuto residenziale che si estende verso est. Il nuovo edificio per uffici è definito da volumi netti e materiali fortemente riconoscibili che donano valore a tutta l’area.
  • Il racconto approfondisce due progetti milanesi formalmente opposti: da un lato l’edificio residenziale di Breme 26, un’immobile di nuova costruzione. Dall’altro l’edificio per uffici in via Marco d’Aviano, immobile risalente agli inizi degli anni ‘70 e oggetto di un intervento generale di restyling e di riqualificazione.

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